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venerdì, gennaio 12
 
Oggi vi linko un articolo dal Blog di Jacopo Fo . Riguarda lo scandalo, l'ultimo in ordine di apparizione sulle principali "testate" italiane, degli ospedali sporchi. Secondo me a parte la notizia, pur importante, quello più interessante è il pensiero di Fo riguardo a cosa alla fine si veramente scandaloso, se la notizia in se o il fatto che venga data solo dopo anni di questa situazione schifosa negli ospedali italiani.
Viene da pensare anche se queste notizie tanto strombazzate come "SCOOP" non servano a coprire o a mettere in sordina altre notizie forse molto più vergognose...Vedi ad esempio la notizia che ad Ustica è caduto un aereo 27 anni fa e non è colpa di nessuno !!! Così, il pilota, il co-pilota, l'uomo alla radio, le eventuali hostess in cabina di comando si sono addormentati, hanno avuto un coccolone all'unisono (forse c'era un orgia in cabina) e l'aereo PLUF !!! Si è inabissato ...altro che bombe , missili e compagnia cantante...!!! Ma sti investigatori in tutti questi anni su che cavolo hanno investigato ????

Stranemente ovunque, o quasi, solo poche righe di commento o notizie televisive (forse solo sul TG3R qualcosa di più)  molto stringate senza far parlare i veri colpiti, cioè i parenti delle vittime che non si vedranno assegnare se non pochi spiccioli dalla finanziaria di quest'anno che li ha accorpati alle vitteme del terrorismo.
Ma porca p.....a possibile che non ci sia uno straccio di persone (politico) che si vergogni per un attimo
di questa situazione e si impegni per fare qualcosa ????
postato da paperolibero | gennaio 12, 2007 12:12 | commenti


giovedì, gennaio 11
 
Finalmente in Italia sta per arrivare il Wi-Max, una tecnologia che promette di far accedere anche i digital-divisi (passatemi il termine) in un italia, che fino ai confini dei comuni principali accede alla
banda larga e appena qualche km più in là si trova in un terzo mondo tecnologico che non ha ragioni di esistere se non quelle puramente commerciali dei grandi provider.
C'è un pericolo però che, come per UMTS, tutta la torta venga spartita dai soliti noti, che poi imporranno le loro tariffe e i loro contratti facendo muorire una tecnologia così importante per il nostro paese, un Italia a livello di pervasività della rete si trova ancora in coda agli altri paesi europei.
Qualcosa si può fare
(da PI):
"Un primo ingegnoso modo per farsi sentire ideato dal Partito Pirata è un'azione di Googlebombing legata al WiMax, azione che richiede la massima partecipazione possibile di utenti e webmaster perché riesca nell'obiettivo: come in ogni Googlebombing che si rispetti, lo scopo è far sì che il primo risultato di ricerche su Google con il termine "Wi-Max" sia una pagina dedicata alla protesta, con la spiegazione sulla pericolosità delle aste per il WiMax e link di approfondimento.
La pagina è già pronta, è disponibile qui. Perché il Googlebombing riesca è necessario che quella pagina sia linkata come Wi-Max sul maggior numero possibile di pagine web che in qualche modo affrontino l'argomento: così facendo Google registrerà i molti link "Wi-Max" e via via porterà verso l'alto nei suoi indici la pagina della mobilitazione."
Perciò impegnatevi più che potete e speriamo che i soliti noti per una volta perdano.
Come esempio vi linko anche questo articolo che ho trovato sempre su PI che da un esempio che in Italia forse verrà copiato in un lontano futuro.


martedì, marzo 16
 

P.s.:

Banana grazie per gli auguri...!!!!

postato da paperolibero | marzo 16, 2004 16:53 | commenti (2)
 

Ma che riforme......

E se diamo Berlusconi in pasto ad Erik e andiamo alle elezioni anticipate ??? L'unica cosa che in Italia non abbiamo una grossa alternativa che possa andare al governo.....Prodi, Fassino.....ancora D'Alema...brrrr non saprei se seglierne uno o una pistola alla tempia....forse un nuovo partito fatto con il correntone dei DS i verdi e Di Pietro ( ma a rate) .....forse ???? Non possiamo mica sperare in una bomba anche noi per svegliare tutto l'elettorato che dorme guardando le TV Fininvest e la Rai di Cattaneo.... Forse la svolta dovrebbe venire dal basso...dai Girotondi, dai Social Forum, dai ragazzi che adesso hanno vent'anni perché oramai quelli che ne avevano venti nel sessantotto hanno fallito o sono Ferrara !!!! Come cantava Vasco in Ambarabacciccicoco "..perché il partito è una conquista sociale..perché il partito è partito....ma che rivoluzione...riforme ci vogliono"

postato da paperolibero | marzo 16, 2004 16:51 | commenti


mercoledì, febbraio 25
 

A chi interessasse passando di qui... oggi è il mio compleanno...!!!!

Va beh oramai l'ho detto ...mi è scappato...pazienza

postato da paperolibero | febbraio 25, 2004 09:15 | commenti (1)


martedì, febbraio 17
 
And now for something completely different...
postato da paperolibero | febbraio 17, 2004 14:45 | commenti


lunedì, febbraio 09
 

Per il giornale americano 'TIME' le persone dell'anno sono i soldati
Americani in Iraq, li dipinge come eroi che soffrono per il loro paese
a migliaia di km da casa ...

Strano che ancora su Panorama non abbiano messo le foto
dei carabinieri di Nassiriya...




postato da paperolibero | febbraio 09, 2004 13:36 | commenti


venerdì, febbraio 06
 

A volte ritornano...
"...Milioni di vietnamiti continuano a fare i conti con l'eredità dell'«agente orange», il defoliante usato dalle truppe degli Stati uniti durante la guerra. Furono irrorati 3 milioni e mezzo di ettari di terreno: l'agente chimico ha contaminato l'acqua, è entrato nella catena alimentare, nel latte materno. Erano gli anni `60, ma bambini menomati continuano a nascere. La vera storia dell'agente orange resta da scrivere..."http://www.ilmanifesto.it/oggi/art59.html

"...Il caporale Valery Melis è morto nella notte, stroncato da quel linfoma di Hodgkin che lo aveva colpito al ritorno dall'ultima di quattro missioni nei Balcani alle quali aveva partecipato. In Macedonia, proprio mentre l'aviazione angloamericana bombardava il vicino Kosovo. Ad appena 26 anni, la sua è l'ennesima morte misteriosa di un militare italiano impegnato in missioni di guerra, dalla Somalia a Iraq, Bosnia e Kosovo..."http://www.ilmanifesto.it/oggi/art9.html.

Senza poi contare le migliaia di persone (uomini, donne e bambini) che ogni giorno continuano a saltare sulle mine antiuomo
che a milioni si nascondono nel campi di battaglia di migliaia di guerre oramai dimenticate.

E le famose bombe a grappolo che sempre durante la guerra del Kosovo i nostri pescatori si ritrovavano nelle reti...

Quanti 'rifiuti' di guerra sono ancora lì a far danni, o ci aspettano nascosti, purtroppo la guerra è un male
terribile e non necessario come ci vogliono far credere Bush, Blair e Berlusconi.
L'importante è vuotare gli arsenali, buttare più bombe possibili, che la grande macchina continui a produrre
morte per molti e ricchezze per pochi.






postato da paperolibero | febbraio 06, 2004 14:52 | commenti


giovedì, febbraio 05
 

Se ci sono voluti 34 anni per poter leggere che fu l'America a far uccidere Salvador Allende e a far insediare
il 'mostro' Pinochet per non permettere anche ad altri paesi di poter eleggere governi di stile marxista-socialista
non oso pensare cosa leggeremo fra qualche anno sulle torri gemelle e la guerra in Iraq....

«Se Allende vince, rischia anche l'Italia»
Memorandum di Kissinger sul «pericolo» Allende del 5 novembre `70, a due giorni dall'insediamento. Per il consigliere per la sicurezza nazionale di Nixon metteva in pericolo l'equilibrio mondiale. «E specialmente l'Italia». Quindi andava bloccato. Con qualsiasi mezzo
IRENE PANOZZO *
«L'esempio di un governo marxista eletto con successo in Cile avrebbe di sicuro un impatto su altre parti del mondo e costituirebbe un precedente, specialmente per Italia...». Un pericolo per l'equilibrio mondiale, quindi. Quantomeno agli occhi di un osservatore d'eccezione: Henry Kissinger, consigliere per la sicurezza nazionale di Nixon, che così presenta l'elezione di Allende in una nota preparata per il presidente americano in vista della riunione del Consiglio di sicurezza nazionale del 6 novembre 1970. Il memorandum, seppur desecretato nell'aprile 2002, è stato appena reso noto nell'ambito di un progetto della George Washington University. Un documento di otto pagine, datato 5 novembre, in cui Kissinger fa il punto della situazione dei rapporti tra Washington e Santiago due giorni dopo l'assunzione ufficiale dell'incarico da parte del neo-eletto presidente cileno. Il governo Usa aveva cercato nelle settimane precedenti di impedire ad Allende di insediarsi alla Moneda. Ma le manovre dell'ambasciatore Edward Korry non avevano portato a niente, con grande disappunto dell'Amministrazione. Che era quindi costretta a cercare un'altra via per sistemare la questione, in quella che poteva diventare «...la decisione di politica estera di maggior portata storica e la più difficile di quest'anno, perché ciò che succede in Cile nei prossimi sei o dodici mesi avrà ramificazioni che andranno ben oltre le relazioni cileno-statunitensi. Partendo dall'assunto che l'elezione democratica di Allende fosse «...una delle sfide più serie che abbiamo mai affrontato in questo emisfero», Kissinger analizza con estrema lucidità tutte le opzioni. Visto che Korry aveva mancato il primo obiettivo, era necessario correre ai ripari ed evitare che Allende si consolidasse al potere, instaurando un regime marxista in Cile e legandosi all'Urss e al blocco socialista. Ma il problema non era di facile soluzione: intervenire con forza e a volto scoperto negli affari interni di un paese indipendente per ostacolare un presidente liberamente eletto, avrebbe significato mettere a dura prova l'immagine e la retorica statunitense di paladini della libertà. D'altra parte, però, non reagire agli avvenimenti politici di Santiago poteva essere letto nel resto dell'America latina e in Europa come segno di indifferenza o, peggio, di impotenza nei confronti di sviluppi negativi per gli interessi americani in una delle sfere d'influenza Usa. Secondo Kissinger il dilemma poteva riassumersi in due opzioni contrapposte: o aspettare, limitandosi a tutelare gli interessi americani ma lasciando il tempo ad Allende di rafforzare il proprio potere; oppure agire subito, in modo da impedire il consolidamento del regime cileno, ma scatenando con ogni probabilità reazioni negative contro gli Usa in Cile e nel resto del mondo.

Kissinger non manca di sottolineare come le varie agenzie statunitensi coinvolte in decisioni di politica estera avessero opinioni opposte riguardo la via da seguire. Da un lato, gli uomini del dipartimento di Stato caldeggiavano una «strategia del modus vivendi», convinti che il governo Usa non disponesse al momento della capacità di impedire ad Allende di consolidare il proprio potere. Dall'altro, quelli di altre agenzie, Cia in testa, spingevano per la linea dura, partendo dalla considerazione che solo agendo subito, nel momento di maggior debolezza del nuovo governo cileno, era possibile portare a casa qualche risultato. E anche in questo caso, rimaneva da scegliere tra misure di aperta ostilità - embargo, sospensione degli aiuti, campagna internazionale per screditare Allende - e una facciata di fredda ma corretta indifferenza che facesse da schermo ad operazioni sotto copertura.

Dopo la lunga panoramica di pro e contro, Kissinger non nasconde il proprio pensiero. E raccomanda a Nixon di scegliere la linea dura: fare di tutto per impedire che Allende consolidi il suo potere, «...avendo cura di impacchettare questi sforzi in uno stile che dia l'idea che stiamo reagendo alle sue mosse». In realtà le operazioni della Cia in Cile erano già in corso da anni, come ben documenta William Blum, ex funzionario del dipartimento di Stato, nel suo Il libro nero degli Stati Uniti. Erano iniziate negli anni Sessanta, dopo che nel 1958 solo uno scarto del 3% aveva impedito ad Allende di essere eletto presidente. Dopo la vittoria del 1970 la Cia alzò il tiro, fino a fornire un determinante aiuto nell'organizzazione del colpo di stato militare di Pinochet nel settembre del 1973. Tra i documenti desecreati ci sono anche alcune trascrizioni di incontri di staff, in cui Kissinger, già Segretario di stato, prende posizione nei confronti delle notizie che arrivano dal Cile nei mesi successivi al golpe, riguardanti le violazioni dei diritti umani e le atrocità del regime. Assolvendole.

*Lettera 22












postato da paperolibero | febbraio 05, 2004 14:17 | commenti (3)


martedì, febbraio 03
 

Cosa aspettiamo a andar via dall'Iraq?

Questa è la conclusione dell'editoriale di Roberto Zanini sul manifesto di oggi, io mi associo
e vi posto il resto dell'articolo....

Piccoli errori
ROBERTO ZANINI
Una commissione d'inchiesta, bipartisan persino. Per stabilire se l'arsenale proibito di Saddam sia un fatto, un'ipotesi, un'opinione azzardata o una frottola mondiale. Vediamo se abbiamo capito. Il paese più armato del mondo ne accusa un altro di avere intenzioni aggressive e di detenere un letale e illegale arsenale. Un ente neutro, l'Onu, vi spedisce i suoi ispettori e dopo alcuni mesi questi rivelano di non aver trovato traccia di armi proibite. Il paese più armato indaga allora per suo conto e annuncia che l'altro nasconde ogni sorta di mortali porcherie. Il ministro degli esteri degli armati produce foto satellitari, rapporti di agenti segreti, pacchi di analisi, sventola fialette nella massima assise mondiale, ma nessuno ci crede. Al paese più armato non resta quindi che aggredire l'altro, sbudellarlo in pochi giorni, catturarne il capo dopo avergli sterminato i figli e una elevata quantità di concittadini. Infine il paese più armato annuncia: forse è il caso di sapere se quelle armi c'erano davvero e, nel caso, di sapere se qualcuno si fosse sbagliato. Ne va della lotta al terrorismo, la quale è invece giusta.

La decisione del presidente Bush di nominare un «panel» di commissari che gli riveli infine se l'Iraq era armato oppure no è al di la del bene e del male. Soprattutto originale è intraprenderla dopo aver raso al suolo l'Iraq. Certo, ciò ha tutto a che fare con la campagna elettorale degli americani e nulla con l'esistenza in vita degli iracheni, ma essi occupano purtroppo un territorio strategico per l'altrui sicurezza nazionale e non è il caso di sottilizzare.

Le commissioni non vanno di moda solo da noi. Sarà come la commissione Warren, annunciano a Washington, quella che indagò sull'assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Concluse che era tutta e solo colpa di Lee Harvey Oswald, e chi dice il contrario è antiamericano. Non parliamo poi della commissione sull'11 settembre, dopo anni di lavoro e infiniti boicottaggi presidenziali è ancora in cerca di una conclusione, la ricostruzione delle Torri gemelle procede più speditamente della ricerca delle cause del loro abbattimento.

La Casa Bianca non è un consumatore passivo di intelligence. Essa la determina in gran parte, come accade ad esempio a Londra. Per aver sostenuto che il dossier sulle armi irachene era stato reso più sexy la Bbc è stata decapitata, con grande soddisfazione di molti anche in Italia. A pochi giorni da quella vergognosa capitolazione alla ragion di stato il capo del paese che ha fatto la guerra ammette la possibilità di essersi sbagliato. E il capo del paese che per primo e solo l'ha seguito potrebbe essere costretto a fare altrettanto.

Cosa aspettiamo a andar via dall'Iraq?












postato da paperolibero | febbraio 03, 2004 16:40 | commenti