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giovedì, gennaio 11 Finalmente in Italia sta per arrivare il Wi-Max, una tecnologia che promette di far accedere anche i digital-divisi (passatemi il termine) in un italia, che fino ai confini dei comuni principali accede alla
banda larga e appena qualche km più in là si trova in un terzo mondo tecnologico che non ha ragioni di esistere se non quelle puramente commerciali dei grandi provider. C'è un pericolo però che, come per UMTS, tutta la torta venga spartita dai soliti noti, che poi imporranno le loro tariffe e i loro contratti facendo muorire una tecnologia così importante per il nostro paese, un Italia a livello di pervasività della rete si trova ancora in coda agli altri paesi europei. Qualcosa si può fare (da PI): "Un primo ingegnoso modo per farsi sentire ideato dal Partito Pirata è un'azione di Googlebombing legata al WiMax, azione che richiede la massima partecipazione possibile di utenti e webmaster perché riesca nell'obiettivo: come in ogni Googlebombing che si rispetti, lo scopo è far sì che il primo risultato di ricerche su Google con il termine "Wi-Max" sia una pagina dedicata alla protesta, con la spiegazione sulla pericolosità delle aste per il WiMax e link di approfondimento. La pagina è già pronta, è disponibile qui. Perché il Googlebombing riesca è necessario che quella pagina sia linkata come Wi-Max sul maggior numero possibile di pagine web che in qualche modo affrontino l'argomento: così facendo Google registrerà i molti link "Wi-Max" e via via porterà verso l'alto nei suoi indici la pagina della mobilitazione." Perciò impegnatevi più che potete e speriamo che i soliti noti per una volta perdano. Come esempio vi linko anche questo articolo che ho trovato sempre su PI che da un esempio che in Italia forse verrà copiato in un lontano futuro. postato da paperolibero |
gennaio 11, 2007 09:08 | commenti
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