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martedì, febbraio 03
Cosa aspettiamo a andar via dall'Iraq?
Questa è la conclusione dell'editoriale di Roberto Zanini sul manifesto di oggi, io mi associo e vi posto il resto dell'articolo....
Piccoli errori ROBERTO ZANINI Una commissione d'inchiesta, bipartisan persino. Per stabilire se l'arsenale proibito di Saddam sia un fatto, un'ipotesi, un'opinione azzardata o una frottola mondiale. Vediamo se abbiamo capito. Il paese più armato del mondo ne accusa un altro di avere intenzioni aggressive e di detenere un letale e illegale arsenale. Un ente neutro, l'Onu, vi spedisce i suoi ispettori e dopo alcuni mesi questi rivelano di non aver trovato traccia di armi proibite. Il paese più armato indaga allora per suo conto e annuncia che l'altro nasconde ogni sorta di mortali porcherie. Il ministro degli esteri degli armati produce foto satellitari, rapporti di agenti segreti, pacchi di analisi, sventola fialette nella massima assise mondiale, ma nessuno ci crede. Al paese più armato non resta quindi che aggredire l'altro, sbudellarlo in pochi giorni, catturarne il capo dopo avergli sterminato i figli e una elevata quantità di concittadini. Infine il paese più armato annuncia: forse è il caso di sapere se quelle armi c'erano davvero e, nel caso, di sapere se qualcuno si fosse sbagliato. Ne va della lotta al terrorismo, la quale è invece giusta.
La decisione del presidente Bush di nominare un «panel» di commissari che gli riveli infine se l'Iraq era armato oppure no è al di la del bene e del male. Soprattutto originale è intraprenderla dopo aver raso al suolo l'Iraq. Certo, ciò ha tutto a che fare con la campagna elettorale degli americani e nulla con l'esistenza in vita degli iracheni, ma essi occupano purtroppo un territorio strategico per l'altrui sicurezza nazionale e non è il caso di sottilizzare.
Le commissioni non vanno di moda solo da noi. Sarà come la commissione Warren, annunciano a Washington, quella che indagò sull'assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Concluse che era tutta e solo colpa di Lee Harvey Oswald, e chi dice il contrario è antiamericano. Non parliamo poi della commissione sull'11 settembre, dopo anni di lavoro e infiniti boicottaggi presidenziali è ancora in cerca di una conclusione, la ricostruzione delle Torri gemelle procede più speditamente della ricerca delle cause del loro abbattimento.
La Casa Bianca non è un consumatore passivo di intelligence. Essa la determina in gran parte, come accade ad esempio a Londra. Per aver sostenuto che il dossier sulle armi irachene era stato reso più sexy la Bbc è stata decapitata, con grande soddisfazione di molti anche in Italia. A pochi giorni da quella vergognosa capitolazione alla ragion di stato il capo del paese che ha fatto la guerra ammette la possibilità di essersi sbagliato. E il capo del paese che per primo e solo l'ha seguito potrebbe essere costretto a fare altrettanto.
Cosa aspettiamo a andar via dall'Iraq?
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